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Via Risorgimento 167/A, Ca' Rainati di San Zenone degli Ezzelini (TV) Lun–Ven 8:30–19:30

Terapia strumentale

Ultrasuoni

Gli ultrasuoni sono una delle terapie fisiche più consolidate: vibrazioni ad alta frequenza che agiscono in profondità, con un effetto termico o puramente meccanico a seconda di come vengono impostati.

Come agiscono gli ultrasuoni

Il manipolo genera vibrazioni meccaniche a frequenza elevata, molto al di sopra della soglia dell'udito umano. Queste vibrazioni attraversano la pelle e mettono in oscillazione le molecole del tessuto sottostante.

Da qui derivano due effetti distinti. Il primo è termico: l'attrito tra le molecole produce calore in profondità, che aumenta l'elasticità del tessuto connettivo e il flusso sanguigno locale. Il secondo è meccanico, o non termico: il micro-massaggio prodotto dalle vibrazioni favorisce lo scambio di liquidi e può contribuire a rendere più mobile un tessuto ispessito o aderente.

Continui o pulsati: due usi diversi

La stessa apparecchiatura fa due cose diverse a seconda dell'impostazione.

La modalità continua massimizza l'effetto termico. La scegliamo quando l'obiettivo è scaldare in profondità un tessuto rigido, per esempio una capsula articolare retratta o una cicatrice poco elastica, tipicamente subito prima del lavoro manuale.

La modalità pulsata interrompe l'emissione a intervalli regolari, così il calore non si accumula: resta solo l'effetto meccanico. È la modalità che usiamo quando il tessuto è ancora infiammato e scaldarlo sarebbe controproducente.

Anche la frequenza cambia l'obiettivo: 1 MHz penetra più in profondità, 3 MHz concentra l'effetto sui tessuti superficiali.

Come si svolge una seduta

Si applica un gel di contatto e il fisioterapista muove il manipolo con movimenti lenti e continui sull'area da trattare. Il movimento non è opzionale: tenere il manipolo fermo può creare punti di surriscaldamento localizzato.

Per le zone irregolari, come mani, piedi e caviglie, si può usare l'applicazione in acqua, che garantisce un contatto uniforme anche dove la superficie non è piana.

Se durante l'applicazione compare un dolore puntiforme o una sensazione di bruciore, va segnalato subito e l'intensità viene ridotta.

Quando la usiamo

Queste sono le situazioni in cui la ultrasuoni entra più spesso nel percorso. Non è un elenco di garanzie: è l'indicazione dei quadri in cui, dopo la valutazione, può essere una scelta sensata.

  • Infiammazioni tendinee e periarticolari
  • Aderenze e tessuto cicatriziale poco elastico
  • Rigidità capsulare articolare
  • Contratture muscolari profonde
  • Esiti di trauma con edema persistente
  • Preparazione del tessuto al lavoro manuale

Quando non si può fare

Alcune condizioni rendono questa terapia non indicata o richiedono precauzioni particolari. Le raccogliamo sempre in fase di valutazione, ma è utile che ce le segnali fin dal primo contatto.

Controindicazioni principali

  • Applicazione su occhi, cuore, encefalo e organi riproduttivi
  • Gravidanza, in particolare su zona lombare e addominale
  • Portatori di pacemaker
  • Trombosi venosa profonda o alterazioni vascolari significative
  • Cartilagini di accrescimento nei minori
  • Aree sede di neoplasia o di infezione in atto

L'elenco non è esaustivo. La valutazione individuale resta l'unico modo per stabilire se la terapia è indicata nel suo caso specifico.

Domande frequenti

Gli ultrasuoni si sentono?

Poco o nulla. In modalità continua si può percepire un lieve calore diffuso; in modalità pulsata di solito non si avverte alcuna sensazione. Un dolore puntiforme o un bruciore non sono normali e vanno segnalati subito.

Che differenza c'è tra ultrasuoni e tecarterapia?

Entrambe possono scaldare in profondità, ma con meccanismi diversi: gli ultrasuoni sfruttano vibrazioni meccaniche e agiscono su aree piccole e ben localizzate, la tecar usa una radiofrequenza e lavora su volumi di tessuto più ampi. La scelta dipende dal tessuto e dall'estensione del problema.

Perché il manipolo deve essere sempre in movimento?

Perché l'energia ultrasonora, se concentrata a lungo in un solo punto, può creare surriscaldamenti localizzati. Il movimento continuo distribuisce l'energia in modo uniforme ed è parte della corretta esecuzione della terapia.

Non è sicuro che sia la terapia giusta?

È esattamente la domanda a cui serve rispondere prima di iniziare. La prima visita esiste per questo: capire il problema e proporre il percorso più sensato, che a volte è diverso da quello che si immaginava.

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