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Zona del corpo

Schiena e zona lombare

Il mal di schiena è il motivo più frequente di accesso in fisioterapia. È anche quello su cui circolano più convinzioni sbagliate, e disinnescarle è già metà del lavoro.

Trattamento della schiena e della zona lombare

Quasi tutti, prima o poi, hanno mal di schiena. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di un dolore che non ha alle spalle un danno grave e che migliora nel giro di qualche settimana. Questo è il primo dato che vale la pena conoscere, perché la paura di "essersi rotti qualcosa" è essa stessa uno dei fattori che rendono il dolore più persistente.

Il vero problema del mal di schiena non è l'episodio singolo: è la tendenza a ripresentarsi. Ed è su quello che lavoriamo, perché un dolore che torna tre volte all'anno racconta qualcosa che il trattamento del singolo episodio non risolve.

I quadri più frequenti

Cosa trattiamo in questo distretto

Una panoramica delle situazioni che vediamo più spesso. Serve a orientarsi, non a farsi una diagnosi da soli: quella richiede una valutazione.

Lombalgia acuta

Il classico blocco improvviso, spesso dopo un gesto banale. Fa molta paura e passa quasi sempre: la cosa più utile è riprendere a muoversi gradualmente il prima possibile, non restare a letto.

Lombalgia ricorrente o persistente

Il dolore va e viene per mesi o anni. È il quadro su cui il lavoro attivo fa la differenza maggiore, perché quasi sempre dietro c'è un deficit di forza e di controllo che nessuna terapia passiva può colmare.

Ernia del disco

Un disco che protrude o si estrude può comprimere una radice nervosa. Va gestita, non temuta: molte ernie si riassorbono spontaneamente e la grande maggioranza si tratta senza chirurgia.

Sciatalgia

Dolore che dalla schiena scende lungo la gamba, spesso oltre il ginocchio, a volte con formicolio. Richiede una valutazione attenta del tessuto nervoso e un percorso graduale.

Dolore sacroiliaco

Dolore localizzato in basso, da un lato, spesso peggiore stando seduti a lungo o girandosi nel letto. Si tratta con lavoro manuale mirato e stabilizzazione.

Stenosi del canale lombare

Tipica dopo i sessant'anni: il dolore o la pesantezza alle gambe compaiono camminando e si alleviano piegandosi in avanti o sedendosi. Il lavoro si concentra su tolleranza al cammino e forza.

Come lavoriamo

Il percorso, passo per passo

Non esiste un protocollo uguale per tutti, ma esiste una sequenza logica che seguiamo sempre.

Escludere ciò che va escluso

La prima valutazione serve anche a riconoscere i pochi segnali che richiedono un approfondimento medico. Quando ci sono, la indirizziamo subito; quando non ci sono, possiamo lavorare con tranquillità.

Ridare movimento

Nella fase dolorosa l'obiettivo è tornare a muoversi in sicurezza. Terapia manuale, gestione del carico e, quando serve, terapia strumentale per abbassare il dolore quanto basta.

Costruire forza e tolleranza

È la parte decisiva. Un rachide che tollera il carico è un rachide che fa meno male, e la tolleranza si costruisce solo con un lavoro graduale e progressivo.

Rendere il risultato stabile

Gesti quotidiani, sollevamento, postazione di lavoro, attività fisica sostenibile nel tempo. Il traguardo non è la fine delle sedute: è non doverci tornare.

Quando rivolgersi prima al medico

Ci sono situazioni in cui il primo passo non è la fisioterapia. Se riconosce uno di questi segnali, contatti il medico o il pronto soccorso prima di prenotare da noi.

  • Perdita di controllo della vescica o dell'intestino
  • Perdita di sensibilità nella zona genitale o interna delle cosce
  • Debolezza progressiva a una o entrambe le gambe
  • Dolore comparso dopo un trauma significativo o una caduta
  • Febbre persistente associata al dolore lombare
  • Dolore notturno costante con perdita di peso non spiegata

Se ha un dubbio ci chiami comunque: sapremo indicarle a chi rivolgersi.

Strumenti

Le terapie per questa zona

Sono i trattamenti che proponiamo più spesso per schiena e zona lombare. Quali entrino davvero nel percorso, e in che ordine, si decide dopo la valutazione.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso

Devo stare a riposo quando ho mal di schiena?

No, se non per le prime ore. Le indicazioni attuali sono concordi: il riposo a letto prolungato peggiora il decorso della lombalgia acuta. Muoversi entro i limiti del dolore, anche solo camminando, accelera il recupero.

Ho un'ernia del disco: devo operarmi?

Nella grande maggioranza dei casi no. La chirurgia è indicata in una minoranza di situazioni ben precise, in particolare quando c'è un deficit neurologico progressivo. Molte ernie si riassorbono spontaneamente nel tempo e i sintomi si risolvono con un percorso conservativo. La decisione spetta comunque allo specialista.

La risonanza mostra delle alterazioni: è grave?

Non necessariamente. Protrusioni, degenerazione discale e alterazioni artrosiche si riscontrano frequentemente anche in persone senza alcun dolore, e la loro incidenza aumenta con l'età. L'immagine va sempre letta insieme ai sintomi e alla valutazione clinica, mai da sola.

Il mal di schiena mi torna sempre: si può fare qualcosa?

Sì, ed è esattamente il quadro su cui il lavoro attivo rende di più. Un dolore che ricompare ciclicamente indica quasi sempre una tolleranza al carico insufficiente rispetto a quello che la giornata richiede. Si costruisce con un percorso progressivo, non con cicli di terapie passive ripetuti.

La postura è la causa del mio mal di schiena?

Raramente da sola. Non esiste una postura perfetta e stare seduti dritti non protegge di per sé. Conta molto di più quanto a lungo si resta nella stessa posizione e quanto il corpo è preparato a tollerare i carichi della giornata.

Ne parliamo insieme?

La prima visita serve a capire da dove nasce il disturbo e a stabilire un percorso realistico, con obiettivi verificabili. Ci chiami o richieda un appuntamento online: la ricontattiamo noi.

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