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Terapia strumentale

Magnetoterapia

La magnetoterapia lavora sul tempo lungo: sedute prolungate e ripetute, con un impiego che riguarda soprattutto il tessuto osseo e i quadri infiammatori cronici.

Solenoide di magnetoterapia applicato sull'arto

Che cos'è la magnetoterapia

La magnetoterapia utilizza campi elettromagnetici pulsati a bassa frequenza generati da solenoidi o piastre applicate sull'area da trattare. Il campo attraversa i tessuti, i vestiti e anche il gesso: è una delle poche terapie che si può applicare senza contatto diretto con la pelle.

Il meccanismo su cui si basa riguarda l'attività elettrica della membrana cellulare. La letteratura più solida riguarda l'osso: nei ritardi di consolidazione delle fratture i campi elettromagnetici pulsati hanno mostrato di poter favorire l'attività degli osteoblasti, cioè delle cellule che ricostruiscono il tessuto osseo.

Perché serve costanza

La magnetoterapia è l'opposto delle onde d'urto: non fa nulla in una seduta singola, ma può fare molto se applicata con regolarità per settimane. Le sedute durano dai trenta ai sessanta minuti e vanno ripetute quasi ogni giorno.

Proprio per questo, quando l'indicazione è a lungo termine, spesso la soluzione più sensata è l'apparecchio a noleggio da usare a casa: il paziente lo applica la sera o durante il riposo, senza doversi spostare ogni giorno. Chi la propone come un ciclo di cinque sedute in studio, semplicemente, non ne sta rispettando i tempi.

Come si svolge una seduta

Il paziente si sistema comodamente, seduto o sdraiato, e il solenoide viene posizionato attorno all'arto oppure la piastra viene appoggiata sull'area interessata. Non serve spogliarsi: il campo attraversa i tessuti e i materiali.

Durante l'applicazione non si avverte alcuna sensazione. Nessun calore, nessun formicolio. L'assenza di sensazione è normale e non indica che l'apparecchio non stia lavorando.

Quando la usiamo

Queste sono le situazioni in cui la magnetoterapia entra più spesso nel percorso. Non è un elenco di garanzie: è l'indicazione dei quadri in cui, dopo la valutazione, può essere una scelta sensata.

  • Ritardi di consolidazione ossea e fratture recenti, su indicazione medica
  • Osteoporosi, come supporto al trattamento prescritto
  • Edema post-traumatico e post-operatorio
  • Dolore articolare cronico di natura artrosica
  • Infiammazioni croniche di tessuti molli
  • Supporto alla guarigione di lesioni cutanee difficili

Quando non si può fare

Alcune condizioni rendono questa terapia non indicata o richiedono precauzioni particolari. Le raccogliamo sempre in fase di valutazione, ma è utile che ce le segnali fin dal primo contatto.

Controindicazioni principali

  • Portatori di pacemaker, defibrillatore o pompe impiantate
  • Gravidanza
  • Patologie tumorali in atto
  • Epilessia non controllata
  • Emorragie in atto
  • Gravi alterazioni della funzione cardiaca

L'elenco non è esaustivo. La valutazione individuale resta l'unico modo per stabilire se la terapia è indicata nel suo caso specifico.

Domande frequenti

Durante la magnetoterapia si sente qualcosa?

No, ed è normale. Il campo elettromagnetico non produce calore né formicolio. L'assenza di sensazione non significa che l'apparecchio non stia funzionando.

Posso fare magnetoterapia con il gesso o un tutore?

Sì. Il campo attraversa gesso, tutori, bende e vestiti. È uno dei motivi per cui viene impiegata nelle fasi in cui l'arto è immobilizzato.

È vero che serve farla tutti i giorni?

Sì, quando l'obiettivo è il tessuto osseo. La magnetoterapia richiede applicazioni lunghe e ripetute nel tempo: un ciclo di poche sedute non rispetta i tempi biologici su cui si basa. Per questo, quando l'indicazione è prolungata, valutiamo insieme il noleggio di un apparecchio da usare a casa.

Posso usarla se ho un pacemaker?

No. È una controindicazione assoluta, come per ogni dispositivo elettromedicale impiantato: il campo può interferire con il funzionamento dell'apparecchio.

Non è sicuro che sia la terapia giusta?

È esattamente la domanda a cui serve rispondere prima di iniziare. La prima visita esiste per questo: capire il problema e proporre il percorso più sensato, che a volte è diverso da quello che si immaginava.

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