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Via Risorgimento 167/A, Ca' Rainati di San Zenone degli Ezzelini (TV) Lun–Ven 8:30–19:30

Zona del corpo

Mano e polso

La mano non tollera l'attesa. È il distretto in cui la rigidità si instaura più in fretta e in cui iniziare presto cambia il risultato finale più che altrove.

Trattamento di mano e polso

La mano fa cose che nessun'altra parte del corpo fa: afferra, stringe, manipola oggetti minuscoli e distingue superfici al tatto. Per farlo dispone di ventisette ossa e di un sistema di tendini che scorrono in guaine strettissime.

Questa raffinatezza ha un costo: la mano si irrigidisce molto in fretta. Poche settimane di immobilizzazione bastano a creare limitazioni che poi richiedono mesi per essere recuperate. È il motivo per cui, quando l'indicazione medica lo consente, iniziare presto è quasi sempre la scelta migliore.

I quadri più frequenti

Cosa trattiamo in questo distretto

Una panoramica delle situazioni che vediamo più spesso. Serve a orientarsi, non a farsi una diagnosi da soli: quella richiede una valutazione.

Sindrome del tunnel carpale

Formicolio e intorpidimento alle prime tre dita, spesso più intensi di notte. Nelle forme lievi e moderate il trattamento conservativo può dare buoni risultati; le forme severe vanno valutate dallo specialista.

Rizoartrosi

L'artrosi della base del pollice, molto frequente dopo i cinquant'anni e più comune nelle donne. Si lavora su protezione articolare, tutori su misura e rinforzo mirato.

Dito a scatto

Il dito si blocca in flessione e scatta nel tornare disteso, per un conflitto tra tendine e puleggia. Nelle fasi iniziali può rispondere al trattamento conservativo.

Esiti di frattura di polso

La frattura di radio distale è tra le più comuni, soprattutto dopo una caduta sulla mano. Dopo la rimozione del gesso servono recupero della mobilità, riduzione dell'edema e ripresa della forza di presa.

Tendinopatia di De Quervain

Dolore sul lato del pollice, che aumenta stringendo o ruotando il polso. Frequente nel periodo post-parto e in chi svolge gesti ripetuti di presa.

Rigidità post-immobilizzazione

Qualunque sia la causa iniziale, dopo un periodo di gesso o tutore la mano perde mobilità ed edema e aderenze si consolidano rapidamente. Il recupero è tanto migliore quanto prima si comincia.

Come lavoriamo

Il percorso, passo per passo

Non esiste un protocollo uguale per tutti, ma esiste una sequenza logica che seguiamo sempre.

Misurare la situazione di partenza

Ampiezza articolare di ogni dito, forza di presa e di pinza, sensibilità, presenza di edema. Misurazioni oggettive che ripetiamo nel tempo per verificare i progressi.

Ridurre edema e dolore

Drenaggio, terapia manuale e terapia strumentale dove indicata. L'edema persistente è il principale ostacolo al recupero della mobilità.

Recuperare mobilità e scorrimento

Mobilizzazione articolare, esercizi di scorrimento tendineo e, quando serve, confezionamento di tutori adattati sulla singola situazione.

Ritornare alla presa funzionale

Forza di presa e destrezza fine, allenate sui gesti reali della vita quotidiana e del lavoro: aprire un barattolo, girare una chiave, usare gli attrezzi del mestiere.

Quando rivolgersi prima al medico

Ci sono situazioni in cui il primo passo non è la fisioterapia. Se riconosce uno di questi segnali, contatti il medico o il pronto soccorso prima di prenotare da noi.

  • Deformità evidente dopo un trauma
  • Perdita di sensibilità completa in un dito
  • Dito freddo, pallido o bluastro
  • Ferita profonda con impossibilità di muovere un dito
  • Gonfiore con rossore, calore e febbre
  • Dolore sproporzionato e in aumento dopo un'immobilizzazione

Se ha un dubbio ci chiami comunque: sapremo indicarle a chi rivolgersi.

Strumenti

Le terapie per questa zona

Sono i trattamenti che proponiamo più spesso per mano e polso. Quali entrino davvero nel percorso, e in che ordine, si decide dopo la valutazione.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso

Il tunnel carpale si può trattare senza operare?

Nelle forme lievi e moderate spesso sì. Tutore notturno, modifica dei gesti che lo sovraccaricano, esercizi di scorrimento del nervo e terapia manuale possono ridurre nettamente i sintomi. Nelle forme severe, con perdita di forza o alterazioni all'elettromiografia, la valutazione chirurgica è opportuna.

Quando posso iniziare la riabilitazione dopo un gesso?

Di norma appena il medico autorizza la rimozione, e prima si comincia meglio è. La mano perde mobilità molto rapidamente e ogni settimana di attesa in più allunga il recupero. In alcuni casi si può lavorare anche durante l'immobilizzazione, sulle dita libere e sull'edema.

Il formicolio notturno alla mano è sempre tunnel carpale?

È la causa più frequente, ma non l'unica: sintomi simili possono derivare dal tratto cervicale o da una compressione in altri punti del percorso del nervo. La valutazione serve proprio a distinguere queste possibilità prima di impostare il trattamento.

I tutori li fate su misura?

Realizziamo tutori adattati alla singola situazione quando l'indicazione lo richiede, per esempio nella rizoartrosi o nelle fasi di protezione dopo un trauma. Ne parliamo in valutazione.

Ne parliamo insieme?

La prima visita serve a capire da dove nasce il disturbo e a stabilire un percorso realistico, con obiettivi verificabili. Ci chiami o richieda un appuntamento online: la ricontattiamo noi.

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