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Via Risorgimento 167/A, Ca' Rainati di San Zenone degli Ezzelini (TV) Lun–Ven 8:30–19:30

Percorsi

Riabilitazione

Dopo un intervento o un trauma, il risultato finale dipende dal percorso riabilitativo almeno quanto dall'operazione. È la parte su cui si può ancora fare la differenza.

Perché la riabilitazione decide il risultato

Un intervento ben riuscito ripara una struttura. Non restituisce la forza persa, non recupera i gradi di movimento andati durante l'immobilizzazione, non riabitua il sistema nervoso a fidarsi di quell'arto. Quella parte è tutta riabilitativa.

Il nostro lavoro comincia dal rispetto dei tempi biologici e delle indicazioni del chirurgo, e prosegue con un programma che avanza per obiettivi verificabili: recuperare l'estensione completa, tornare a caricare, camminare senza compensi, raggiungere una determinata soglia di forza. Ogni passaggio si decide su criteri misurati, non sul tempo trascorso.

I percorsi che seguiamo

Seguiamo la riabilitazione dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore, un percorso di diversi mesi in cui il ritorno allo sport si stabilisce su test di forza e controllo. Seguiamo il recupero dopo protesi di anca e di ginocchio, dove i primi obiettivi sono l'estensione completa, la ripresa del cammino e la forza del quadricipite.

Seguiamo la riabilitazione dopo interventi di spalla, tra cui la riparazione della cuffia dei rotatori, che richiede un rispetto scrupoloso delle fasi di protezione. E seguiamo il recupero dopo fratture e immobilizzazioni, dove il primo problema è quasi sempre la rigidità instaurata durante le settimane di gesso.

Il ruolo della palestra riabilitativa

Avere una palestra dentro il centro non è un dettaglio organizzativo. Significa che il passaggio dalla fase di riduzione del dolore a quella di ricostruzione della forza avviene senza interruzioni e sotto la guida di chi conosce il caso.

È anche il luogo in cui si verifica se il lavoro sta funzionando: la forza si misura, il cammino si osserva, il controllo si testa. Sono queste misurazioni a dirci quando è il momento di passare alla fase successiva.

Trattamento fisioterapico dell'arto inferiore in ambulatorio

Portare la documentazione

Al primo appuntamento porti il verbale operatorio o la lettera di dimissione e le indicazioni del chirurgo sui tempi di carico e sui movimenti da evitare. Sono informazioni che determinano cosa possiamo fare nelle prime settimane, e senza le quali dobbiamo procedere in modo più prudente del necessario.

Iniziare presto conta

Ogni settimana di attesa dopo l'autorizzazione del chirurgo allunga il recupero. Se ha già la data dell'intervento, può contattarci prima per organizzare il percorso.

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Le fasi

Come procede un percorso riabilitativo

1. Protezione

Controllo di dolore ed edema nel rispetto dei vincoli imposti dal chirurgo. Si lavora su ciò che è consentito, e spesso è più di quanto si pensi.

2. Mobilità

Recupero dell'escursione articolare. È la fase in cui il tempo conta di più: la rigidità instaurata è difficile da recuperare in seguito.

3. Forza

Ricostruzione progressiva e misurata della forza muscolare. Il carico aumenta in base ai test, non al calendario.

4. Ritorno

Reintroduzione dei gesti reali: lavoro, sport, vita quotidiana. Il percorso si chiude quando i test lo confermano.

Parliamo del suo dolore

La prima visita serve a capire da dove nasce il disturbo e a stabilire insieme un percorso realistico. Ci chiami, ci scriva su WhatsApp o compili la richiesta online: la ricontattiamo noi.

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