Terapia strumentale
Crioterapia
Il freddo è la terapia più antica e più fraintesa. Usato al momento giusto è efficace; usato per settimane su un problema cronico, non serve a nulla.

Cosa fa davvero il freddo
L'applicazione del freddo produce una vasocostrizione dei vasi superficiali, che riduce l'afflusso di sangue nell'area e limita la formazione dell'edema. Contemporaneamente rallenta la conduzione nervosa, con un effetto antalgico che molte persone percepiscono come un intorpidimento della zona.
È per questo che il freddo è il primo gesto giusto dopo una distorsione, una contusione o nelle ore successive a un intervento: agisce esattamente su ciò che in quel momento è il problema, cioè gonfiore e dolore.
Quando il freddo non serve
Qui sta l'equivoco più diffuso. Superata la fase acuta, il freddo perde gran parte della sua utilità: se un tendine fa male da sei mesi, il ghiaccio darà qualche minuto di sollievo ma non modificherà nulla del problema. In alcuni quadri di rigidità, anzi, il freddo peggiora la sensazione di blocco.
La regola pratica che diamo ai nostri pazienti è semplice: il freddo nelle prime quarantotto-settantadue ore dopo un evento acuto; dopo, il freddo solo se serve a controllare un dolore che altrimenti impedisce di muoversi, e per il resto si lavora con il movimento.
Come applicarlo correttamente a casa
Sono poche regole ma vanno rispettate. Il ghiaccio non va mai appoggiato direttamente sulla pelle: serve sempre un panno sottile o una copertura, altrimenti si rischia un'ustione da freddo. L'applicazione dura dai dieci ai venti minuti, non di più: oltre quel tempo il corpo risponde con una vasodilatazione di rimbalzo che annulla l'effetto cercato.
Si può ripetere più volte nella giornata, lasciando almeno un'ora tra un'applicazione e l'altra. Se durante l'applicazione la pelle diventa bianca o compare un dolore acuto, va rimossa subito.
Quando la usiamo
Queste sono le situazioni in cui la crioterapia entra più spesso nel percorso. Non è un elenco di garanzie: è l'indicazione dei quadri in cui, dopo la valutazione, può essere una scelta sensata.
- Distorsioni e contusioni nelle prime 48-72 ore
- Edema e gonfiore post-traumatico
- Dolore e gonfiore dopo intervento chirurgico
- Riacutizzazioni infiammatorie articolari
- Controllo del dolore dopo una seduta impegnativa
- Ematomi muscolari in fase iniziale
Quando non si può fare
Alcune condizioni rendono questa terapia non indicata o richiedono precauzioni particolari. Le raccogliamo sempre in fase di valutazione, ma è utile che ce le segnali fin dal primo contatto.
Controindicazioni principali
- Fenomeno di Raynaud e crioglobulinemia
- Orticaria da freddo e intolleranza nota al freddo
- Arteriopatie periferiche e alterazioni del circolo
- Alterazioni della sensibilità cutanea nell'area
- Applicazione diretta su cute lesa
- Applicazione prolungata su decorso di nervi superficiali
L'elenco non è esaustivo. La valutazione individuale resta l'unico modo per stabilire se la terapia è indicata nel suo caso specifico.
Domande frequenti
Meglio ghiaccio o calore?
Dipende dalla fase. Il freddo è indicato nelle prime 48-72 ore dopo un trauma, quando l'obiettivo è contenere gonfiore e dolore. Il calore è più utile su rigidità e contratture croniche, dove serve invece aumentare la circolazione e l'elasticità. Applicare la scelta sbagliata non è pericoloso, ma è tempo perso.
Per quanto tempo devo tenere il ghiaccio?
Dai dieci ai venti minuti, mai di più. Oltre quel tempo il corpo risponde con una vasodilatazione di rimbalzo che annulla l'effetto. Si può ripetere più volte al giorno lasciando almeno un'ora di intervallo.
Posso appoggiare il ghiaccio direttamente sulla pelle?
No, mai. Serve sempre un panno sottile tra il ghiaccio e la cute: il contatto diretto può provocare un'ustione da freddo, soprattutto perché l'intorpidimento impedisce di accorgersene in tempo.
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È esattamente la domanda a cui serve rispondere prima di iniziare. La prima visita esiste per questo: capire il problema e proporre il percorso più sensato, che a volte è diverso da quello che si immaginava.
