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Il lavoro attivo

Terapia posturale e Sistema Policettivo®

Un percorso strutturato sull'organizzazione del movimento, non un singolo esercizio. Physiomood è il centro in cui il Sistema Policettivo® è nato e viene applicato quotidianamente: è la ragione principale per cui molti pazienti scelgono noi.

Lavoro posturale secondo il Sistema Policettivo

Il centro in cui il metodo è nato

Il Sistema Policettivo® è un approccio fisioterapico e neuro-posturale ideato dal Dott. Giuliano Baron e sviluppato qui, in questo centro, dove viene applicato ogni giorno. Non è una tecnica appresa a un corso e aggiunta al listino: è il modo di lavorare attorno a cui il centro è costruito, ed è la ragione per cui arrivano pazienti anche da fuori provincia.

L'impianto è chiaro. Il sistema nervoso costruisce il controllo del movimento a partire dalle informazioni che riceve dalla pianta del piede, dai muscoli, dalle articolazioni e dall'equilibrio. Lavorando su quelle informazioni in modo mirato e progressivo si ottiene una risposta motoria più efficiente, e con essa un carico distribuito meglio su tutta la catena.

Alle spalle ci sono anni di applicazione clinica su un numero molto ampio di pazienti, l'attività di ricerca che accompagna il metodo e lo sviluppo di strumenti dedicati. Quello che osserviamo, con costanza, sono miglioramenti che si mantengono nel tempo anche in quadri che avevano risposto solo parzialmente ad altri percorsi. Le indicazioni le diamo dopo la valutazione, caso per caso: è l'unico modo serio di dire che cosa ci si può aspettare.

Un percorso, non una tecnica sola

La terapia posturale che proponiamo integra più strumenti, scelti in base a quello che la valutazione mette in evidenza.

Il Sistema Policettivo® ne è l'impianto: lavoro sui recettori plantari, sulla propriocezione, sull'equilibrio e sulle strategie di stabilizzazione. Il metodo Bricot, posturologia clinica di riferimento, entra nella lettura dei rapporti fra piede, occhio, occlusione e postura globale. La ginnastica terapeutica specifica traduce tutto questo in esercizio dosato e progressivo, che è la parte che consolida il risultato. A questi si aggiungono le tecniche di terapia manuale e di rieducazione al movimento che il quadro richiede.

È per questo che parliamo di percorso: le sedute non si somigliano tutte, e il programma viene rivisto alle rivalutazioni sulla base di come sta rispondendo.

A chi lo proponiamo

Lo proponiamo a chi ha dolori che tornano ciclicamente senza una causa strutturale che li spieghi, a chi ha già fatto percorsi che hanno funzionato solo per un periodo, a chi ha difficoltà di equilibrio, a chi riferisce di sentirsi asimmetrico o mal appoggiato pur avendo esami nella norma, e a chi vuole lavorare sulla qualità del movimento e non soltanto sul sintomo del momento.

Un dolore acuto dopo un trauma, una tendinopatia da sovraccarico o un post-operatorio hanno invece percorsi propri, che seguiamo con altri strumenti. Anche questo lo stabilisce la valutazione iniziale.

Il metodo ha un proprio sito, rivolto ai fisioterapisti e ai medici che vogliono conoscerlo, formarsi o utilizzare i dispositivi sviluppati per applicarlo. Questa pagina resta invece dal suo punto di vista: che cosa comporta e che cosa può aspettarsi venendo qui.

Quando la usiamo

Queste sono le situazioni in cui la terapia posturale e Sistema Policettivo® entra più spesso nel percorso. Non è un elenco di garanzie: è l'indicazione dei quadri in cui, dopo la valutazione, può essere una scelta sensata.

  • Dolori muscolo-scheletrici ricorrenti senza causa strutturale evidente
  • Lombalgia e cervicalgia che ritornano dopo periodi di benessere
  • Difficoltà di equilibrio e di controllo del movimento
  • Sensazione di asimmetria o di carico mal distribuito
  • Quadri che hanno risposto solo parzialmente ad altri percorsi
  • Prevenzione delle ricadute dopo un episodio doloroso risolto

Quando non si può fare

Alcune condizioni rendono questa terapia non indicata o richiedono precauzioni particolari. Le raccogliamo sempre in fase di valutazione, ma è utile che ce le segnali fin dal primo contatto.

Controindicazioni principali

  • Condizioni acute che richiedono prima un inquadramento medico
  • Patologie neurologiche in fase di accertamento
  • Vertigini o disturbi dell'equilibrio non ancora valutati da uno specialista
  • Fratture recenti o quadri in fase di protezione del tessuto

L'elenco non è esaustivo. La valutazione individuale resta l'unico modo per stabilire se la terapia è indicata nel suo caso specifico.

Domande frequenti

Che cos'ha di diverso rispetto a una normale ginnastica posturale?

La ginnastica posturale lavora sulla forma: allunga, rinforza, corregge la posizione. Qui si lavora prima di tutto sulle informazioni che il sistema nervoso usa per organizzare il movimento — appoggio del piede, propriocezione, equilibrio — e solo dopo sull'esercizio che consolida il cambiamento. È la ragione per cui i risultati che osserviamo tendono a mantenersi anche quando il ciclo di sedute è finito.

Il metodo è validato?

Il Sistema Policettivo® è un metodo di lavoro clinico strutturato, applicato da fisioterapisti iscritti all'albo nell'esercizio ordinario della professione, e integra tecniche riconosciute come la posturologia clinica secondo Bricot e l'esercizio terapeutico. Il metodo è oggetto di un'attività di ricerca tuttora in corso: quello che possiamo dichiarare oggi sono un impianto neurofisiologico coerente e un'esperienza clinica ampia e documentata. Come per qualsiasi terapia seria, il risultato del singolo caso si stabilisce dopo la valutazione, non prima.

In che cosa è diverso dall'analisi posturale?

L'analisi posturale è la valutazione: osserva e misura come lei sta e come si muove. Questo è il percorso che ne consegue, quando la valutazione mostra che il problema riguarda l'organizzazione del movimento e non soltanto il distretto dolente.

Devo comprare qualche dispositivo?

No. Il percorso si svolge in centro con tutto quello che serve. Esistono dispositivi sviluppati per il metodo, ma sono strumenti di lavoro del professionista e non un acquisto richiesto al paziente.

Non è sicuro che sia la terapia giusta?

È esattamente la domanda a cui serve rispondere prima di iniziare. La prima visita esiste per questo: capire il problema e proporre il percorso più sensato, che a volte è diverso da quello che si immaginava.

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