Terapia strumentale
Elettrostimolazione neuromuscolare
Non è la TENS, anche se la macchina si somiglia. La TENS lavora sul dolore, questa fa contrarre il muscolo. Serve nella finestra in cui il muscolo, dopo un intervento, sembra non rispondere più.
La differenza con la TENS
TENS ed elettrostimolazione neuromuscolare usano entrambe la corrente attraverso elettrodi sulla pelle, ma hanno obiettivi opposti. La TENS impiega intensità basse e cerca di modulare la percezione del dolore: il muscolo non si contrae. L'elettrostimolazione neuromuscolare usa parametri che provocano una vera contrazione, e serve a far lavorare un muscolo che il paziente non riesce ancora ad attivare da solo.
Vale la pena saperlo perché le due cose vengono confuse spesso, anche negli apparecchi domestici, e l'aspettativa cambia: dalla prima ci si può attendere un sollievo temporaneo, dalla seconda un contributo al recupero della forza.
Quando serve davvero
L'indicazione più chiara è l'inibizione muscolare dopo un intervento o un'immobilizzazione. Dopo un'operazione al ginocchio, per esempio, il quadricipite può diventare difficile da attivare: il paziente contrae, ma il muscolo risponde poco. In quella finestra la stimolazione elettrica aiuta a mantenere il reclutamento e a ridurre la perdita di massa, e la letteratura sul recupero del quadricipite dopo intervento la sostiene con dati discreti.
Fuori da quella situazione il suo valore cala molto. Su un muscolo sano che risponde normalmente al comando volontario, l'esercizio è più efficace, meno costoso e più trasferibile alla vita reale. Per questo da noi non è mai un trattamento a sé stante: si applica dentro un percorso attivo, e si smette quando il muscolo torna a rispondere.
E un chiarimento che ci viene chiesto spesso: qui la corrente serve a recuperare un muscolo che non risponde, non a sostituire l'allenamento. È uno strumento clinico, con un'indicazione precisa.
Quando la usiamo
Queste sono le situazioni in cui la elettrostimolazione neuromuscolare entra più spesso nel percorso. Non è un elenco di garanzie: è l'indicazione dei quadri in cui, dopo la valutazione, può essere una scelta sensata.
- Inibizione del quadricipite dopo intervento al ginocchio
- Ipotrofia muscolare dopo immobilizzazione o gesso
- Difficoltà di attivazione volontaria nelle prime fasi del post-operatorio
- Supporto al recupero della forza quando il carico attivo è ancora limitato
Quando non si può fare
Alcune condizioni rendono questa terapia non indicata o richiedono precauzioni particolari. Le raccogliamo sempre in fase di valutazione, ma è utile che ce le segnali fin dal primo contatto.
Controindicazioni principali
- Portatori di pacemaker o di altri dispositivi elettronici impiantati
- Gravidanza
- Epilessia non controllata
- Applicazione sulla regione anteriore del collo o sul torace in cardiopatici
- Lesioni cutanee, trombosi o infezioni nella zona degli elettrodi
L'elenco non è esaustivo. La valutazione individuale resta l'unico modo per stabilire se la terapia è indicata nel suo caso specifico.
Domande frequenti
È fastidiosa?
La contrazione provocata è più intensa di quella volontaria e all'inizio è una sensazione insolita, ma l'intensità viene regolata insieme a lei e non deve essere dolorosa. Nelle ore successive può restare un indolenzimento simile a quello di un allenamento.
Posso comprare un apparecchio e farla a casa?
Gli apparecchi domestici erogano in genere parametri molto più blandi e sono impostati per il comfort, non per il reclutamento muscolare. Nella fase post-operatoria, che è quella in cui questa terapia serve davvero, contano l'intensità raggiunta e il posizionamento corretto degli elettrodi: ha senso farla dove può essere dosata e verificata.
Vedi anche
Trattamenti collegati
Raramente una terapia lavora da sola. Queste sono quelle che più spesso associamo alla elettrostimolazione neuromuscolare all'interno di un percorso.
Non è sicuro che sia la terapia giusta?
È esattamente la domanda a cui serve rispondere prima di iniziare. La prima visita esiste per questo: capire il problema e proporre il percorso più sensato, che a volte è diverso da quello che si immaginava.

